Quanto costa un social media manager

04/10/2014

Sono qui per dire la mia su quanto costa un social media manager, un po’ per dare dei riferimenti a quei piccoli business che per crescere avrebbero bisogno di un SMM ma non sanno se possono permetterselo; un po’ per dire agli aspiranti SMM che se vi pagano poco la colpa non è dei clienti, ma vostra, che vi fate pagare poco.

Tre cose da sapere

Ieri ho pubblicato un post su C+B su come calcolare il prezzo dei tuoi prodotti (o servizi). Oggi vorrei fare i conti in tasca a me, con tre premesse:

- Non ha senso pubblicare contenuti senza fare una strategia. Sarebbe come scegliere quale abito indossare senza sapere dove stai andando. Non si fa, perché oltre a essere insensato ti fa fare una pessima figura. La strategia è quella cosa che a seconda del contesto e di dove vuoi andare, ti dice come arrivarci.

- La strategia non dovrebbe mai essere inclusa nel preventivo. È un lavorone, si paga a parte. Io di solito calcolo il primo mese solo per questa fase di progettazione. Quando uno arriva e mi dice “dobbiamo partire subito” io gli dico “allora non posso aiutarti”. Quando mi è capitato di partire subito ripromettendomi di fare la strategia con più calma in un secondo momento è stato un disastro.

- Ci vogliono un sacco di ore per cercare, creare, postare dei contenuti sensati, per non parlare della fase di studio iniziale. Se uno ci mette poco è perché usa gli stessi contenuti per tutti i suoi clienti, o perché tutte le sante mattine posta una tazzina di caffè con su scritto “buongiorno”. Scommetto vuoi qualcosa di meglio.

Conti in tasca

Il mio lavoro costa a me all’incirca 40 € all’ora lordi (il calcolo si fa usando questa formula qui). È un costo medio, un po’ più alto della manodopera “non qualificata” perché io ho tantissime spese di formazione (mio padre è un imprenditore, e la manodopera di chi lavora per lui costa 30 € / ora)  ma un po’ più basso di chi ha un’agenzia perché io non ho i costi di una struttura fisica. Il mio budget annuale in formazione si aggira intorno ai 3000 €. Quest’anno – se riesco – spenderò di più perché voglio iscrivermi a un corso alla Bocconi. La formazione è LA cosa su cui investire se sei un freelance, secondo me.

Il mio lavoro costa ai miei clienti da 600 a 800 € / mese lordi, e parliamo solo di gestione (una cosa che non faccio quasi più, tra l’altro, se non affiancandola alla formazione). Con 600 € ti dedico circa 15 ore al mese, va da sé che c’è un po’ di elasticità, ma che se le ore aumentano troppo (perché per esempio mi fai fare una riunione ogni settimana) allora io sono in perdita su quel lavoro. E io non posso essere in perdita, perché con il mio lavoro ci pago l’affitto. Queste sono cifre che faccio pagare alle piccole aziende. È ovvio che se cerchi un SMM per la comunicazione politica o per un ristorante stellato, per fare solo due esempi, devi prevedere di spendere di più, perché il tuo SMM dovrà essere attivo su molti più fronti contemporaneamente (e dovrà agire quasi in tempo reale).

Gli unici lavori gratis che faccio sono quelli destinati all’autopromozione. In questo momento il mio lavoro gratis è il blogging per C+B, per il quale curo la sezione di marketing, e dal quale mi stanno arrivando diverse clienti. Quindi il mio investimento di tempo è ripagato.

Se non ti puoi permettere un SMM

Se hai un piccolo business e non ti puoi permettere ti pagare 600 € al mese per un SMM, ci sono alcune cose che puoi fare:

non sottopagare nessuno, perché non vuoi davvero avere un collaboratore che per questo motivo lavora senza passione e magari ce l’ha anche un po’ con te

fai un corso: ce ne sono tantissimi, concèntrati su quelli che hanno un forte lato pratico, perché contrariamente al sentire comune per gestire bene i social media non bisogna saperne di tecnologie, ma di persone (in altre parole questa disciplina ha molto più a che fare con la sociologia che con l’informatica)

riduci al minimo: dopo aver fatto un corso ti renderai conto che ci vuole un sacco di tempo per gestire al meglio i social. Quindi riduci i tuoi canali al minimo. E metti la maggior parte dei tuoi sforzi in canali proprietari (il tuo blog, ad esempio), perché magari un giorno Facebook si sveglia e decide che per parlare con i tuoi fan devi pagare (OH, aspetta, l’ha già deciso!)

E in generale, sia nel caso in cui fai da te che nel caso in cui assumi qualcuno, tieni a mente le tre regole d’oro della comunicazione online (tra cui: i numeri non contano).

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+Enrica Crivello – Scrivo di social media marketing per piccoli business che vogliono crescere. Ho un blog, un gatto, un'insaziabile voglia di viaggiare. Su Twitter sono @jembenton.

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